l’ex-o-tan, ovvero la teoria della sottrazione

(i pronomi ognuno li legga come desidera: lui con lui, lei con lei, lei con lui ecc..)

Non solo a me sarà capitato di vivere relazioni a tre (e non sto parlando di sesso), mi riferisco a quelle relazioni dove siete tu lei/lui e l’altro/a. Dove l’altro/a di solito è l’ex fidanzato/a, anche se in casi estremi potrebbe anche trattarsi del ricordo di qualcuno/a che non c’è più (questo perché in amore più si è morti più si resta vivi).
Premesso che non tutti gli ex rompono (io per esempio santa sono), è comunque vero che alcuni da soli riescono a sviluppare il lavoro di quattro. Anche se poi, siamo sinceri, sto ex, o è persona spregevole (e allora giustamente si odia) o è persona meravigliosa (e allora giustamente si odia).
Ciò detto, io sono per le famiglie allargate, motivo per cui non nutro a priori sentimenti di astio/livore/inimicizia/avversione/ecc.., ma aaaaaanni di esperienza mi hanno insegnato che a volte è meglio mettere dei paletti (meraviglioso sarebbe poterli piantare so io dove), onde evitare che la coppia si trasformi in trio, dove tu (per una serie di circostanze prevedibilissime per tutti meno che per te) nel tempo di sfogliare una margherita, diventerai la parte debole e quindi sacrificabile.

Stai insieme a Effe da due meravigliosissime settimane quando all’improvviso scopri che la sua ex è un po’ troppo presente. All’inizio ubriaca/o d’estasi sei moooolto comprensiva/o: “Amore, capisco benissimo”. Quindi diventi appena comprensivo/a “Ma sì certo, figuuuuuurati se non capisco…”. Infine (e di solito coincide con post sbronza dell’estasi di cui sopra) inizi seriamente a scocciarti, tanto che alla terza volta in cui stai per scolare la pasta e arriva la sua telefonata per informarsi di qualche stupido argomento del genere come stanno ilgatto/suocera/amicofritz/vicinodicasa/mobilecheabbiamocompratoassieme… inizia una fase di stallo altrimenti detta del “minchia* e adesso che faccio?!”.
Così dopo dubbi perplessità crisi esistenziali e ore di discussione con gli amici osservanti, ti convincerai che l’unica via percorribile sia farti una dose di goccine e confessare all’amato bene i tuoi tormenti.
Ma tanta intrinseca sofferenza in prima istanza saprà solo regalarti (non richiesto) l’ascolto dell’intramontabile pezzo: si-sente-sola-e-abbandonata-e-in-questo-periodo-della-sua-triste-vita-resto-solo-io.
Poi (forse a causa della tua faccia decisamente incazzata*e/o affranta) l’attimo di smarrimento verrà colmato da uno tzumani di amorevoli intenti del tipo: non vivo che per te, respirando nel tuo respiro per addormentarmi nel tuo sonno e sentire il tuo sentire anche nel buio della notte…
“Allora benissimooooooooooooooooooo, perché se senti il mio sentire, soprattutto di notte, non ho nemmeno bisogno di spiegarti il motivo per cui vorrei vedere morta quella merda* della tua ex!”
Perché i cinesi sono molto zen? Perché vivono in Cina dove andrà benissimo essere così. Non so come la pensiate voi, ma io il nemico, più che aspettare di vederlo passare morto nel fiume, preferirei renderlo cadavere, e se poi qualcuno avrà voglia di andare in Cina per attenderlo lungo le rive dello Huang He, ancora meglio.
Eppure è vero che ora hai tutto, ma proprio tutto (vite intere a te dedicate come canzoni nelle radio degli anni ottanta, infiniti bei pensieri e il suo russo nel tuo sonno), ma loro, tra loro, con intenzione perpetuano quel je ne sais quoi, che per te è tanto raggiungibile quanto un parcheggio libero di fronte alla spiaggia una domenica d’agosto in Liguria.
Evidentemente esiste in natura uno specifico genere di persona capace solo di sottrarre, e prima o poi la sottrazione diverrà insostenibile.
Certo ad essere saggi come Coelho vi direi che l’amore si moltiplica, ma ho capito di non essere Cinese e non essere Coelho, quindi devo arrangiarmi con quello che ho e avvisarti, cara tu che in questo momento mi stai cercando senza nemmeno immaginarlo, sallo da subito, viste le precedenti esperienze io NON voglio sentir parlare di ex almeno per i primi dieci anni!

Ma mentre leggo tripudiosa tra le pieghe nascoste della tua bocca che sorride storta cantandomi di luce e tiepidi mattini di primavera, a me che non ti conosco ma già so di amare quel tuo sonno nel mio sonno, quel respiro nel respiro… (questa volta me lo sento), non sarà un problema la spartizione del tuo cuore con la piccola miserabile ex, che proprio adesso su questo scoglio davanti all’infinito mi confessi essere parte fondamentale della tua esistenza passata presente e naturalmente futura! (Cazzoooooo*).

E quando tutto si metterà come previsto, questa volta potrei anche provare ad attendere lungo le rive dello Huang He. Magari il volo lo prenoto subito, con quello che costano fazzoletti e goccine, almeno riuscirò a risparmiare sul biglietto aereo!

*le parolacce in questo post sono dedicate a @ziacassie
il resto a chi ci si è riconosciuto

8 pensieri su “l’ex-o-tan, ovvero la teoria della sottrazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...